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01 marzo 2020

Il webGIS aiuta a contenere la diffusione delle epidemie

Nel 2015 seguii un MOOC (corso online) tenuto dalla Pennsylvania University riguardante le tecniche di Intelligence Geospaziale* applicate alla soluzione di un caso teorico di diffusione di Ebolavirus che, “fortunatamente”, ha un tasso di mortalità così elevato che esclude si possa diffondere nel genere umano.

Ugualmente interessante furono le elaborazioni effettuate a partire dal primo caso storico di GIS: nel 1854 a Londra si diffuse una epidemia di colera (tasso di mortalità del 13%) che fu contenuta anche per l'intuizione del medico John Snow che, appuntato su una mappa cartografica (oggi diciamo georeferenziato) la posizione di dove avvenivano i decessi, notò che si addensavano nei pressi di una fontana pubblica (su Wikipedia c'è l'originale). Snow elaborò mentalmente quanto da me riprodotto attraverso QGIS (cfr. immagine allegata) e riuscì a convincere gli scettici amministratori dell'epoca a chiudere la manovella della fontana.

Invece il webGIS più cliccato al mondo in questo periodo è “Coronavirus COVID-19 Global Cases by John Hopkins CCSE” che mostra la situazione per ognuno degli Stati che abbiano almeno un contagiato (Sri Lanka) e, soprattutto, individua il tasso di mortalità che è collocato, almeno da quando ho cominciato a seguirlo intorno a metà gennaio, sul 3%. Ho subito provato a postare sui social e in specifici gruppi il mio punto di vista [senza ottenere grande visibilità (è un eufemismo :-)] basato anche su una indagine ISTAT di lungo periodo (2003-2014) dove si nota che l'influenza normale uccide oltre 9000 italiani l'anno con un tasso di circa il 2%.

Ad ogni modo molti Stati hanno diligentemente colto gli insight che continuano a sprigionarsi dal webGIS in parola per aiutare la popolazione a non cedere al panico (si tratta di meno del 3% di tasso di mortalità!), a contenere la diffusione delle epidemie, a utilizzare il metodo di conteggio più opportuno dei contagiati, a limitare i danni diretti dovuti ai contraccolpi economici e, poiché siamo in un unico mercato mondiale, hanno pensato a come ottenere un vantaggio competitivo nei confronti dell'Italia.

La nostra classe dirigente è stata inadeguata alla situazione con provvedimenti dettati più dalla suggestionabilità piuttosto che dalla autorevolezza e ha lasciato che la comunicazione degli eventi si diffondesse scoordinata, caotica e incontrollata. Il webGIS è uno strumento che potrà essere di aiuto al lungo periodo che ci attende per tornare all'altezza delle nostre ambizioni.

 

* Per chi fosse interessato allo “short essay” finale che aveva per traccia “Uso delle tecniche di intelligence geospaziale per individuare un sito di emergenza per le persone colpite da Ebolavirus a Monrovia”, può consultare il seguente link

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